IO ALLA FINE NON SO COSA SIA UNA BELLA FOTO.SO SOLO CHE VEDO COSE E LE DEVO FERMARE.E CHE A VOLTE HO QUALCOSA DA DIRE.ALTRE VOLTE, NO.


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19.10.11

Ho letto Katherine Mansfield a Racconigi.

"C'erano soltanto barlumi, momenti, attimi di tregua, ma per il resto del tempo era come abitare in una casa che non potesse perdere il vizio di prender fuoco, come vivere su una nave che naufragasse tutti i giorni."

"Invece sono come un insetto che è volato in una stanza di sua spontanea volontà. Sbatto contro le pareti, sbatto contro le finestre, mi trascino sul soffitto, faccio di tutto, insomma, tranne che volarmene fuori."

«Bisogna sottomettersi. Non resistere. Accogliere il dolore. Essere come sommersi. Accettarlo pienamente. Farne parte della propria vita... Nella vita, qualunque cosa venga realmente accettata, subisce poi un mutamento.»

Non avevo mai davvero apprezzato la Mansfield fino ad ora.
Riscoprirla è stata una piacevole sorpresa.
E mentre leggevo "Alla Baia" ero qui in vacanza a Racconigi in camper.
E ho fatto qualche foto.










3.9.11

Colonnata.

"I Loro Sogni"

Sognano verdi alberi
e fontane che cantano nella gola riarsa.
Nei loro volti è il martirio.
E il sole arde.
Un sole di mille soli che arde
riflessi spietati contro bianchi marmi,
contro i poveri occhi tormentati;
contro spalle lucide sconsolatamente ricurve: E le fontane cantano. E la cava è un inferno.
E le leve scottano,
i martelli diventano grevi,
e il duro marmo più restìo.
E la volontà si spezza nell'intimo,
lacrime e sudore si confondono
in un tragico odio che trabocca,
che uccide la ragione.A che valsero i figli! Oh! Odiano!
Odiano il giorno che li vide nascere,
odiano i baci della prima notte di matrimonio,
odiano, padri, madri,
il mondo che li circonda.
Se stessi.
Il sole arde.
Morte!
Oh morire! Ecco il sogno più bello;
la nera , dolce, gelida, silenziosa morte,
l'eterno agognato riposo,
la fresca terra di sempreverdi cipressi.
1l sole arde. Un sole di mille soli che arde.
E la cava è un inferno.
A sera,
quando un sorriso aspetta la parola
e un bambino che dorme è commozione,
la volontà ritorna:
domani lotterà,
domani è un altro giorno,
e un altro, e un altro”.
- Lorenzo Tarabella, 1957





















31.8.11

A Carrara ho scoperto un Mondo Nuovo.

Era una di quelle giornate in cui non posso assolutamente essere messa con altri essere umani.
Era il 15 Agosto poi.
Così, ho preso la macchina fotografica e me ne sono andata a fare foto a Carrara, un posto che, sebbene sia dietro l'angolo, conosco poco.
Un ometto galante che sembrava il Nano Gimli del Signore degli Anelli, completo di pic-nic al seguito, mi ha voluto fare da guida.
Ho scoperto angoli interessanti: cancelli chiusi da lucchetti che celano storie e vite ormai quasi dissolte nella polvere, angoli di artisti, angoli di cui alcuni si vergognano, strade ora silenziose che riecheggiavano delle urla dei vecchi mercanti di rane e stoccafissi, antiche statue romane, ponti sgretolati usati dai vecchi cavatori, antiche fontane per abbeverare cavalli stremati, nomi di conti che sembravano uscire dalla pagine del Gattopardo, piccoli laboratori nascosti come piccole oasi sotto a un porticato.
E alla fine, persino una piccolissima scultura per me da portare a casa come ricordo: una palla bianchissima con tanti buchi che sembrava il mio cuore.
La mia macchina sempre con me: silenziosa e discreta, io ascoltavo per lei, e lei guardava per me.