IO ALLA FINE NON SO COSA SIA UNA BELLA FOTO.SO SOLO CHE VEDO COSE E LE DEVO FERMARE.E CHE A VOLTE HO QUALCOSA DA DIRE.ALTRE VOLTE, NO.


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22.7.11

Luci d'Inverno, Ingmar Bergman, 1963

"Realizing that no one understands. To be abandoned when you need someone to rely on - that must be excruciatingly painful."



Sinfonia d'Autunno, Ingmar Bergman, 1978

Il rapporto travagliato e martoriato tra una madre e una figlia è il tema di questo film.
Ognuna trincerata nel proprio dolore, nel proprio dedalo di paure, bisogni e aspettative.
A volte, comunicare con le persone che amiamo è la cosa più difficile e penosa al mondo.
Si può passare un'intera vita a provarci faticosamente.
Secondo Bergman, e sono d'accordo, l'importante è non smettere mai di farlo.



"È la paura che ci ha fatto inventare i limiti e i confini. Il confine non esiste, né nei pensieri né nei sentimenti."

"Mi sento così esclusa e ho tanta nostalgia della mia casa. Ma quando sono lì, poi mi rendo conto che mi aspettavo di trovare qualcosa che non esiste."




19.7.11

Ingmar Bergman - Persona, 1966

Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. Nello stesso tempo ti rendi conto dell’abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di vederti messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti. Perché ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia. Qual è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no, sarebbe poco dignitoso. Meglio rifugiarsi nell’immobilità, nel mutismo, così si evita di dover mentire, oppure mettersi al riparo dalla vita, così non c’è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto o fare gesti non voluti. Non ti pare? Questo è ciò che si crede ma non basta celarsi perché, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire. A nessuno importa sapere se le tue reazioni siano vere o false. Solo a teatro il problema si rivela importante e forse neanche lì. Io ti capisco, Elisabeth… e quasi ti ammiro. Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo finché essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituata a fare passando da un ruolo all’altro.