IO ALLA FINE NON SO COSA SIA UNA BELLA FOTO.SO SOLO CHE VEDO COSE E LE DEVO FERMARE.E CHE A VOLTE HO QUALCOSA DA DIRE.ALTRE VOLTE, NO.


18.9.11

"Mi chiamo Rigoberta Menchù" - Elizabeth Burgos


Questa è la storia di un donna che nasce in una capanna in una foresta in Guatemala e arriva ad essere riconosciuta con un premio Nobel per la Pace nel 1992 per la sua lotta per il rispetto dei diritti dei lavoratori del suo paese.
Leggiamo di una cultura incentrata sul rispetto della natura.
Di intere famiglie che si alzano alle tre del mattino e vanno a lavorare, grandi e piccini, nelle piantagioni di cotone e caffè, di bimbi che muoiono per malnutrizione, di madri che fabbricano le pentole di coccio che le figlie useranno quando si sposeranno, e dell'incredibile e ammirevole capacità che l'essere umano ha di adattarsi alle situazioni più difficili.
Rigoberta e la sua famiglia dedicano la loro vita all'organizzazione dei lavoratori, alla ribellione contro un regime sanguinario che li sottopone a torture indescrivibili.
Mentre leggevo, mi chiedevo come sia possibile per Rigoberta aver visto così tanta malvagità ed avere ancora speranza nell'uomo e nella sua capacità di rigenerarsi.
E' una donna ammirevole.
Una lettura, a tratti veramente difficile, ma una finestra su un mondo lontano e meraviglioso dove la gente è semplice e desidera solo essere lasciata in pace.

"Nella mia vicenda personale è racchiusa la condizione di tutto un popolo."

"L'unica lotta che si perde è quella che si abbandona."

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